Freak Parade Review on Drive Magazine

Freak Parade - TAKE YOUR PLACE IN THE FREAK PARADE 74’56” (Moogy Music)
Un capitolo importante per tutta la musica odierna fu la pubblicazione, alla fine del 1974, del disco Todd Rundgren’s Utopia, dove per la prima volta il musicista di Filadelfia si affiancava a una formazione-orchestra rivoluzionaria, composta da ben tre tastieristi, fra cui Moogy Klingman. Un’opera d’arte a tutti gli effetti, a cui moltissime bands (fra cui i Porcupine Tree, Ozric Tentacles, Phish, Alan Parson, Bad Religion) hanno attinto. Poi, nel corso degli anni, la formazione di Utopia mutò ma quel disco con un identità fortissima rimase nel cuore di molti. Oggi, a distanza di ventotto anni, alcuni membri di quella formazione originaria si sono riuniti per formare i Freak Parade, guidati appunto dal tastierista Moogy Klingman (qui anche nelle vesti di produttore). E, anche se in tono minore rispetto al passato, scopriamo nuovamente perle di rara bellezza. In un cd lunghissimo con nuove canzoni, si riparte proprio dai pezzi vecchi e così ecco Conquering of the West, che in Todd Rundgren’s Utopia era inglobata nella splendida The Ikon. S Di Moogy si erano perse le tracce a parte qualche suo cd solista e il lavoro di produttore per Bette Midler. Oggi con il grandissimo batterista della prima formazione di Utopia Kevin Ellmann ha fatto rinascere una leggenda; certo il chitarrista Don Celenza non è Todd Rundgren, ma si destreggia bene, alla voce una cantante Katia Floreska e al basso Even Steven.
I Freak Parade hanno voluto di nuovo aprire le porte di un tesoro che era andato perduto e così assistiamo anche a una riedizione di Freak Parade, molto fedele all’originale. Moogy capisce però che non è più tempo di lunghe suites e così snocciola anche Fountain of Youth, una ballata dai toni classici, quasi un canto natalizio che si evolve, poi, in un solido rock dalle forti tinte bowiane, molto decadente. Empyre, invece, affonda le matrici nel blues nero, un genere che ha sempre interessato Moogy e che sembra essere tratto da un disco degli Hello People, gruppo con cui lui ha lavorato, un affresco corale e complesso. Certo il cd non è stato inciso con un grosso budget ma il risultato è davvero eccellente e ci riempie di nostalgia per melodie che si credevano perdute e vengono invece ritrovate in questo grande mare della confusione che è il panorama di oggi. Molto bella la chitarra di Don Celenza in Empyre che emula in modo splendido il migliore Todd Rundgren. Coney Island è invece una canzone profonda, composta addirittura nel 1981, che fa il verso al musical di Broadway, una dimostrazione di come, anche con le tecnologie più evolute, si possano raggiungere risultati "old style". Certo queste canzoni non sono avanguardia come lo fu Todd Rundgren’s Utopia, ma i tempi cambiano e anche Todd Rundgren oggi non produce più albums monumenti, ma pur sempre sfere brillanti. In Take Your Place in the Freak Parade convivono i genere più diversi, con un felice effetto dissociato: blues, gospel, musical, glam-rock, soul, sperimentazione, rock cosmico. Il cd rappresenta un ideale ponte fra la generazione dei ’70 e quella di oggi, così diverse eppure così vicine. Qui c’è contemporaneità senza tradimento delle proprie radici, in un percorso che non vuole essere solo memoria o revival ma un giusto continuum. Spero solo che questa arte non sia, ancora una volta, accessibile soltanto a pochi intimi, ma che possa conquistare sempre più persone, se le etichette italiane si decideranno finalmente a pubblicare questo bellissimo cd.